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Leggiamo ovunque che il tasso di percentuale delle vittime di cyberbullismo nell’ultimo anno è cresciuto esponenzialmente. La costrizione alla sedentarietà casalinga davanti al proprio device ha trasformato il bullismo in presenza in quello digitale, colpendo soprattutto la fascia di età pre-adolescenziale.

Con la DAD, i ragazzi si sono trovati a passare il proprio tempo dal computer al cellulare in un flusso costante di digitalizzazione continua. La pandemia ha stravolto tanto a tutti, lasciando strascichi e cambiamenti che ci porteremo dietro per molto tempo.

Tralasciando un attimo l’aspetto prettamente economico ed organizzativo, la reclusione forzata e l’adattamento delle attività in presenza in piattaforme online, ha portato un ridimensionamento nei metodi di apprendimento, nelle modalità di socializzazione e in quei comportamenti prepotenti e coercitivi che erano soliti svilupparsi in presenza.

Ed è così che il bullismo diventa cyber, incuneandosi nei meandri del web per insidiare paure e ansie sfruttando la costante esposizione online.

Il cyberbullismo è una forma di bullismo molto più sottile e maligna, poiché colpisce le vittime sfruttando l’iperconnettività di una realtà che sembra essere, sempre più spesso, più vera di quella reale.

Negli ultimi anni, diversi studi hanno testimoniato che gli studenti molestati, hanno circa il doppio delle probabilità di sentirsi soli, sviluppare problemi di ansia e depressione, avere problematiche nella crescita, disfunzioni comportamentali ed atteggiamenti aggressivi.

È fondamentale pertanto sia da parte della scuola quanto dalla famiglia, sensibilizzare i giovani a questo fenomeno, cercando di individuare presto il problema ed allontanare quello che a tutti gli effetti possiamo descrivere come violenza informatica.

Ed è proprio in quest’ottica che, nel 2019, l’Unesco ha istituito la giornata internazionale contro il bullismo, celebrata ogni anno il primo giovedì di novembre con lo scopo di promuovere la consapevolezza nei giovani rispetto ad un fenomeno sempre più presente nella società.

 

 

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Domenica, 14 Febbraio 2021

La Lega del Filo D'oro

 Un po’ per caso e un po’ (forse) per destino, durante uno di quei soliti aperitivi riassuntivi dopo mesi di assenze reciproche, vengo a conoscenza della Lega del Filo d’Oro.

Era qualche anno fa, durante una di quelle giornate primaverili romane dove il sole comincia a diventare estivo e le giacche ad essere portate per mano, finalmente riesco a vedere Silvia, una mia grande amica terapista specializzata in neuropsicomotricità infantile, che decide di raccontarmi una delle sue ultime esperienze di vita, una di quelle che si attaccano addosso e lasciano il segno.

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Giovedì, 10 Dicembre 2020

Jessica Vengust

Jessica Vengust, triestina trapiantata a Roma da più di dieci anni.
Corre soprattutto sul Lungotevere e nei campi del Nordest, adora la Settimana Enigmistica. Le piacciono le persone, quelle vere.

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Sapere che durante uno dei periodi più duri e bui della storia moderna, qualche spiraglio di luce riesce a fare capolino, riempie di gioia testa e cuore. E sicuramente una ventata di aria buona e di grande coraggio l’ha portata questa estate l’inaugurazione del Lazzarelle Bistrot nel centro di Napoli.

Una realtà già conosciuta nel territorio partenopeo, che adesso finalmente vede nuova vita fuori dalle mure circondariali.

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