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Martedì, 20 Aprile 2021

Realtà Social-e

Il primo posto sul podio degli strumenti di comunicazione ad oggi più utilizzati è indubbiamente riservato alle piattaforme social. Con l’espressione social network si indicano tutte quelle piattaforme che consentono di instaurare un contatto virtuale tra gli utenti che ne usufruiscono.

 A differenza delle realtà relazionali che intercorrono offline, quelle online non si scontrano con le difficoltà che quotidianamente si possono riscontrare, come ad esempio: le distanze geografiche, completamente annientate dalla rete che consente di comunicare ovunque nel mondo, non esistono gli imprevisti perché, per fare un altro esempio, non devo uscire per venirti a trovare quindi non troverò traffico e con il tempo che il quotidiano ci richiede, mentre ci destreggiamo tra lavoro, famiglia e tanto altro, a volte può diventare complicato il dedicarsi ai rapporti.

Insomma, il social permette e facilita il relazionarsi.

L’interazione e la comunicazione all’interno di queste piattaforme avviene mediante la condivisione di contenuti testuali e non solo, anche tramite immagini, video e audio. Quello che ci viene richiesto per accedere e poter usufruire di un social è la registrazione, indicando il nostro nome e cognome e diventando così ufficialmente un cittadino di una determinata comunità web.

Da dove inizia il nostro relazionarci? Ovviamente il primo passo è la propria presentazione! Un qualcosa che dica agli altri utenti chi siamo. Inizieremo dandoci un’immagine, trovando una foto profilo che ci permetta di essere identificati dagli altri e che allo stesso tempo ci rispecchi.

E bene si, seppur su suolo cibernetico il concetto di identità resta comunque fondamentale. Un social network è un’ambiente sociale e così come nel mondo esterno anche all’interno della rete avremo una nostra identità, un’identità social-e.

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Domenica, 17 Gennaio 2021

Amare o Avere?

In questi giorni mi sto dedicando alla lettura di un saggio, “L’arte di Amare”, scritto da Erich Fromm, psicanalista del ‘900. Rimasi colpita inizialmente già dal titolo, e dal suo aver accostato la parola arte al verbo amare. Per arte si intende un atto creativo, ovvero di creazione e modellamento di un qualcosa, è un’azione che comporta intenzionalità e impegno. Inoltre, indagando sul senso della parola stessa, sono venuta a conoscenza che ha un’altra eccezione. In sanscrito arte vuol dire “andare verso”. Non deve essere un caso quell’accostamento di parole nel titolo scelto da Fromm per la sua opera dato quello che con essa si propone di sostenere. L’autore offre un’analisi di come molto spesso il sentimento dell’amore venga letto in una chiave egoistica ed egocentrica.

Ma facciamo un passo indietro, da cosa nasce il bisogno umano d’amore? Stando alla versione data da Fromm, la continua ricerca d’amore dell’essere umano come un bisogno che deriva dal nostro essere consapevoli della nostra stessa solitudine nel mondo. Siamo così spinti a ricercare e creare quell’unione di cui per natura e intelletto abbiamo bisogno. Agli occhi dei più romantici, sembrerà una prima lettura un po' troppo razionalizzata e distaccata, ma posso dirvi che ho proseguito con la lettura e nonostante io sia tendenzialmente uno spirito romantico, la visione proposta dall’autore trova un senso davvero molto profondo.

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Giovedì, 10 Dicembre 2020

Dismorfia di un’anima

Dismorfia di un’anima

Di Silvia Severi

Vorrei partire da una premessa necessaria data la delicatezza dell’argomento: Non essendo una specialista ogni argomento qui trattato è elaborato esclusivamente da un punto di vista umano.

Recentemente sono stata invitata a firmare una petizione per l’inserimento dei disturbi del comportamento alimentare, in abbreviato DCA, nei LEA, altra abbreviazione che sta ad indicare i Livelli Essenziali di Assistenza.

Cerchiamo ora di scoprire insieme cosa si nasconde dietro queste sigle.

Partiamo dalla prima nozione, cosa sono i disturbi del comportamento alimentare?

I disturbi del comportamento alimentare sono patologie caratterizzate dall’alterazione delle abitudini alimentari. Il cibo e la relazione con esso è la concretizzazione pratica di una sofferenza non fisica e visibile, ma intangibile e nascosta nell’anima della persona.

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Mercoledì, 18 Novembre 2020

Silvia Severi

Sono Silvia, una ragazza romana di 28 anni laureata in lingue, culture, letterature e traduzioni.

Ho una formazione umanistica, linguistica e letteraria che nutro attraverso lo studio personale e la lettura di diversi testi di saggistica di filosofia, antropologia e storia.

Conoscenza, consapevolezza ed empatia sono per me gli elementi portanti di una buona comunicazione, dove per buona comunicazione si intende il veicolare un contenuto consapevole e intenzionale in grado di creare risonanza.

Prediligo la forma scritta che richiede una certa reciprocità tra autore e lettore come co-creatori di messaggi e risonanze.

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Lunedì, 09 Novembre 2020

Etimologia dell'incontro

Etimologia dell'incontro

Di Silvia Severi

Il termine diverso deriva dal latino divérsus, che significa propriamente vòlto altrove. Etimologia che ci aiuta a comprendere la nostra relazione con quello che incarna il significato di questa parola. Consideriamo quindi come diverso tutto ciò che è “vòlto altrove” rispetto a ciò che siamo nella nostra individualità.

Questo termine in sé racchiude la paura umana dell’ignoto. Ma come possiamo vincere questa paura?

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